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Molte le leggende in Slovenia e i personaggi spaventosi e curiosi che popolano le favole. La Cialciùt, (conosciuta in Slovenia anche come mora), è una creatura mostruosa, gobba, ricoperta da una pelliccia ispida, che usa sedersi sul petto degli uomini causando loro terribili incubi. Si sogna di trovarsi in chiese inquietanti e di precipitare in baratri spinti da creature spaventose e malvagie.
Le Krivapeta popolano le leggende delle zone al confine con le Alpi Giulie. Sono donne dai capelli verdi, semiselvagge, che vivono in grotte, iniziate ai segreti delle stagioni, che alle volte condividono con gli uomini: consigliano quando procedere alla semina o al raccolto, e conoscono luso delle erbe medicinali. Possono essere buone o cattive: alcune chiedono in cambio dei loro segreti dei neonati, dei quali sono ghiotte. Si riconoscono, oltre che per il particolare aspetto selvaggio, dai piedi girati allindietro: krivapeta viene infatti dallo sloveno kriv, che significa curvo, e peta, tallone. Gli Skratiaci rappresentano le anime dei bambini morti senza battesimo, che in passato non sempre venivano seppelliti nei cimiteri. Queste creature sono piccole, ma dotate di una forza prodigiosa in grado di sopraffare un uomo. Sono vestiti di bianco, condannati ad essere sempre in movimento e, come i bambini, hanno un animo burlone: vittime dei loro tiri mancini sono spesso i viandanti che si avventurano nel bosco
Nella Slovena del nord ovest è molto forte la figura del Lintver, sorta di drago o grosso serpente, a seconda delle zone, con labitudine di incenerire ogni cosa sotto di sé. Il drago è anche il simbolo della capitale Lubiana, e si sostiene che il proteo, un piccolo anfibio preistorico presente nelle grotte di Postumia, sia una versione in scala ridotta del terribile Lintver... Fenomeno tipicamente friulano, ma presente in varie forme anche in Slovenia e in Lituania, è la figura dei Benandanti. Considerati persone speciali sin dalla nascita (perché nati con la camicia, cioè avvolti nella membrana amniotica), i Benandanti erano dotati di poteri che mettevano al servizio dei villaggi e contro le creature maligne. Maghi buoni, organizzati in società segreta, quattro volte lanno avevano la possibilità di abbandonare il proprio corpo per combattere, armati di rami di finocchio, le streghe riunite nei sabba. La vittoria degli uni o degli altri avrebbe segnato il destino della stagione agraria, quindi abbondanza di cibo o miseria. Le Vesnas sono figure fantastiche legate alla giovinezza e alla primavera. Vesna infatti è il termine poetico per primavera in lingua slovena. Erano donne bellissime e sapienti, che vivevano in splendidi palazzi in cima alle montagne; palazzi circondati da un incantesimo che permetteva loro di uscire e di raggiungere la valle solo nel mese di febbraio. Il loro arrivo portava la primavera. Un altro dei simboli del folklore sloveno è lauricorno (Zlatorog), lo stambecco bianco con le corna doro, protetto da un incantesimo che lo rendeva invulnerabile. Secondo la leggenda lauricorno correva libero sulle cime del Triglav, il monte simbolo della Slovenia.
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