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Il dominio degli Asburgo in Slovenia cominciò nel XIII secolo, protraendosi quasi ininterrottamente per circa sei secoli. Quando morì Ulrico II, lultimo dei conti sloveni appartenenti alla Casata di Celje, il paese cadde sotto il potere del governo di Vienna.
Fin dallinizio, lAustria intraprese una massiccia politica di germanizzazione della società e della popolazione slovena (cominciando dalle classi sociali più elevate), che non solo rese impossibile il formarsi di una classe politica dirigente locale, ma che portò anche allo scemare di qualsiasi aspirazione di tipo nazionalista. Il XV e il XVI secolo videro il paese dilaniato dalle scorrerie dei Turchi e dal profondo malcontento delle classi contadine, che sfociava inevitabilmente in rivolte, sempre soffocate nel sangue dal governo austriaco. Tra queste le cronache ricordano quella guidata da Matija Gubec, noto come il re contadino, scoppiata nel 1573. Il malcontento crebbe e si estese a tutte le classi quando tra il XVI ed il XVII secolo la politica asburgica cominciò ad imporsi anche in campo religioso, assecondando con forza la lotta dei gesuiti contro la diffusione delle idee della Riforma Protestante. Nel settecento il governo di Maria Teresa dAustria e la politica illuminata del suo successore, il figlio Giuseppe II, crearono il clima adatto per il nascere dei primi germi della coscienza nazionalista slovena. Sebbene la rivoluzione del 1848 non avesse liberato il Paese dal giogo austriaco, rappresentò comunque un passo importante verso laffermazione del movimento nazionalista. Solo nel 1918, quando limpero austriaco si dissolse in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale, gli sloveni ottennero lindipendenza. Da allora la Slovenia entrò a far parte della cosiddetta Unione degli Slavi del Sud (Serbi, Croati e Sloveni) che presto sfociò nella costituzione di un unico Stato.
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